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Conciliare Qualità e Quantità. Con un incantesimo?

A cura di Davide Vassallo*

In famiglia

E’ una delle scuse più usate dai padri: “l’importante non è la Quantità del tempo dedicato, ma la  Qualità“.
L’origine di tale giustificazione si perde nella notte dei tempi. Si dice che il primo sia stato Adamo il quale, dovendo giustificare ai figli l’improvvisa, repentina, assenza dal nido domestico per molte ore il giorno (causa procacciamento cibo a seguito della cacciata dal Paradiso Terrestre)  abbia preferito puntare su una proposizione consolatoria anziché trovarsi a raccontare l’umiliante Verità.
Non gli si può dar torto, per carità…ma già dai risultati educativi sortiti nei primi figli dell’Umanità, Caino e Abele per l’appunto, qualche dubbio di efficacia doveva sorgere…
Quanto a me, devo dire, questa storia della Qualità che prevale sulla Quantità mi è sempre sembrata una gran balla; e quando sono diventato padre ne ho avuta conferma.

Prevengo subito la critica: non intendo affatto incorrere nel vizio opposto e sostenere che una presenza costante e continua tra le mura domestiche sia per se’ sufficiente, tutt’altro. Ma il tempo, il tempo necessario per conoscersi, per accordare i propri movimenti, scontrarsi, annoiarsi assieme…quel tempo è, in realtà, fondamentale.

Al Lavoro

Alzi la mano chi può dire che, nel proprio posto di lavoro, vede vivere il seguente precetto: l’importante è  la qualità del lavoro svolto, non la quantità di tempo in cui si è presenti sul posto di lavoro. Anche qui, ma con assai meno mistificazioni storiche, entrambe le categorie sono essenziali: bisogna (bisognerebbe) lavorare bene e tanto…
Il dipendente capace di svolgere bene e velocemente il proprio compito non sarebbe per questo legittimato a lasciare anzitempo il posto di lavoro. Ma anche per il lavoratore autonomo il discorso non è poi così diverso: tenersi buono il cliente è, ovviamente, d’obbligo, e una delle caratteristiche più apprezzate in un consulente è che lo stesso non lavori “con l’orologio in mano”. Oltre, naturalmente, a garantire il massimo della qualità, ça va sans dire…

Quindi, ricapitolando: sia la nostra parte domestica e famigliare che quella lavorativa ci richiedono di essere sempre al meglio e di dedicare tanto, tanto tempo. Un tempo che travalica i confini spesso e volentieri: lavoro a casa e organizzazione famigliare da gestire anche sul posto di lavoro.

Come conciliare queste richieste?

Soluzione

No, scherzavo, in realtà non ho soluzioni. Non migliori delle vostre, almeno.
Avrei in mente delle ricette, ma sono impraticabili; al limite le potrei proporre tra le riforme possibili prossime venture (c’è chi promette di realizzarne una al mese, avendo lasciato la moglie a Firenze ed essendo quindi libero da problemi di conciliazione;-): inserimento di una domenica in più ogni settimana, allungamento della giornata a quarantotto ore…

Cerco invece, come tutti voi, di valorizzare con la famiglia anche i momenti che a prima vista potrebbero essere sottovalutati: cucinare insieme, lavare la macchina in gruppo, trasformare il riordino della soffitta in un’avventura alla Jules Verne…tutto Tempo potenzialmente significativo, se ben pensato. Poi, come tutti voi, provo sul posto di lavoro a concordare tempi che mi consentano sia una certa flessibilità sia una reperibilità il più possibile estesa e soddisfacente.

I risultati? Alti e bassi. E voi?

P.S.

Tempo fa, guardando, ovviamente in famiglia, “Harry Potter e il prigioniero di Azkaban” mi ha colpito uno strano oggetto, la Giratempo, usato dall’amichetta di Herry, Hermione, per tornare indietro nel tempo seguendo lezioni che si svolgono in contemporanea alla stessa ora e salvando la vita di animali, persone…

Per curiosità ho provato a cercare la Giratempo su Google, la vendono diversi siti, costa neanche tanto…che sia quella della magia, la strada giusta?

Time_turner_poster_by_vame

Fonte: farworkshop.wordpress.com

* Davide Vassallo – Papà, marito, educatore. Lavoratore dipendente e consulente nel mondo della cooperazione e dell’associazionismo.

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Categorie:Punti di vista

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Redazione Conciliazione Plurale

Fanno parte della redazione di Conciliazione plurale: Daniela Gatti, Anna Omodei e Laura Papetti.

https://conciliazionefamiglialavoro.wordpress.com/

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