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Conciliare si può, se tutti ci pensano

Ecco la terza storia della rubrica ‘Tentativi di conciliazione‘.

Immagine a cura di Garra Kat

Immagine a cura di Garra Kat

“Cosa ti viene in mente pensando al tema della conciliazione tra famiglia, lavoro e altri tempi di vita? Quali aspetti ti trovi a conciliare ogni giorno e con quali esiti? Hai qualche esperienza, aneddoto significativo da raccontare?”

Fatica, mi viene in mente la fatica enorme. E anche la solitudine, la stessa che ti fa in un attimo entrare in difficoltà. Io e mio marito iniziamo la settimana la domenica, consultando le reciproche agende: è una scenetta abbastanza comica, ma almeno ce la giochiamo li, in quel momento. Ciascuno di noi due gioca le sue carte migliori per far capire quanto è importante partecipare a quella riunione, avere tempo per scrivere, restare in ufficio fino a tardi per “liberarsi” per il giorno successivo o per il week end successivo. E’ una rincorsa, un equilibrismo continuo, di solito cerchiamo di alternarci, ma spesso non ci riusciamo. Coinvolgiamo allora il nonno, la babysitter… E qui l’incastro si fa davvero difficile: il nonno deve prendere il treno, la babysitter tornare a casa ad un’ora decente. Quando poi la piccola si ammala, distastro. Mi prende lo sconforto di vederla che sta male, l’ansia di cura. Elimino tutti i miei impegni per la settimana e cerco di usare solo le ore in cui lei dorme (sempre meno nel pomeriggio). Di solito però qui ci sono io. Il ruolo è quasi interamente a mio carico, mio marito entra in campo solo a situazione stabilizzata. Spesso mi sono trovata a decidere di rivedere in corsa l’organizzazione della settimana, mio marito riprende sconfortato in mano l’agenda, gli sguardi si abbassano e i fumi escono dalle orecchie. Sono scene impagabili, mentre lei di là russa, ignara di (quasi) tutto quello che sta frullando nelle nostre menti. Conciliazione è quella strana alchimia tra tutti e tre: le esigenze di tutti, in primis quelle della più piccola. E quella strana coinciliazione tra le esigenze di tutti, senza che le stesse entrino in competizione, senza che si debba definire una priorità a tutti i costi, perchè questo è lacerante.

Ma la conciliazione che viviamo noi in questa fase è quella dei miei genitori con mio fratello, con i miei nonni, dei miei nonni e zii con i loro figli e nipoti. E’ interessante quando poi sul luogo di lavoro in molti si dimenticano di essere padri, madri, nonni, zii, fratelli e sorelle… Come se il mondo del lavoro fosse separabile totalmente dalla vita privata e questa scissione si riversa su tutti: lavoratori dipendenti, collaboratori, capi, “sottoposti”, manager. Inoltre le nostre città sono a prova di esaurimento nervoso: tendono a metterti alle corde, e in effetti tante volte alle corde ti ci senti. Per questo la conciliazione non credo che riguardi solo me, mio marito, mia figlia, i miei genitori e mio fratello o le persone con cui lavoro.

Se anche tu, vuoi contribuire (in anonimato) alla rubrica “tentativi di conciliazione“: clicca qui

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Categorie:Tentativi di conciliazione

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Redazione Conciliazione Plurale

Fanno parte della redazione di Conciliazione plurale: Daniela Gatti, Anna Omodei e Laura Papetti.

https://conciliazionefamiglialavoro.wordpress.com/

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