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La conciliazione di Marta e i suoi ragazzi

Immagine a cura di Garra Kat

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La mia esperienza in tema di conciliazione è uguale a quella di tante altre donne, di diverso rispetto ad alcune ho il grande privilegio di poter contare su mia madre che da 11 anni mi dà una mano con i miei bambini, anzi in realtà per me e la mia famiglia concede 2 gambe 2 braccia e tutta se stessa! Lo fa con gioia perché è una di quelle donne che hanno bisogno di sentirsi utili ed attive. Ho tre figli (11, 8 e 3 anni) un marito molto presente ed un lavoro a tempo pieno che ho sempre fatto con passione.

Per scelta, avendone la possibilità, ho deciso di non mandare i miei figli al nido perché, potersi svegliare seguendo i propri ritmi e non quelli del lavoro di mamma e papà, le mattine trascorse al parco con la nonna, i pranzetti gustosi da lei cucinati spero che rimangano tra i dolci ricordi della loro infanzia. Sempre per scelta abbiamo deciso di iscrivere i nostri figli alle scuole pubbliche fino alla brutta sorpresa di qualche giorno fa … il mio terzo figlio (famiglia con 3 figli con genitori che lavorano entrambi e residenti nella zona in cui si trova la scuola) non è stato ammesso alla scuola dell’infanzia comunale. Non è un problema di reddito perché come forse sapete, ad eccezione di situazioni economiche particolaremente disagiate, nella graduatoria di ammissione il reddito non viene considerato. Dunque qual’è il problema? Mio figlio, non avendo frequentato il nido, ha un numero considerevole di punti in meno rispetto agli altri, quei punti che gli sarebbero bastati per essere ammesso! Che tipo di criterio è questo? Se vogliamo, finora non abbiamo gravato sulle casse comunali, perché adesso dobbiamo essere penalizzati per questo?

Sicuramente mi sono dilungata troppo e spero di non avervi annoiato, quello che volevo testimoniare raccontando la mia esperienza, è l’assoluta necessità di servizi per l’infanzia senza i quali non è immaginabile alcun tipo di conciliazione! Asilo nido e scuola dell’infanzia non sono considerate scuole dell’obbligo, nel senso che non è obbligatorio frequentarle ma dovrebbe essere un obbligo per una nazione civile, garantire a tutti la possibilità di accedervi senza essere obbligati a ricorrere a costosissime scuole private.

Se anche tu, come Marta, vuoi contribuire (in anonimato) alla rubrica “tentativi di conciliazione“: clicca qui

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Categorie:Tentativi di conciliazione

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Redazione Conciliazione Plurale

Fanno parte della redazione di Conciliazione plurale: Daniela Gatti, Anna Omodei e Laura Papetti.

https://conciliazionefamiglialavoro.wordpress.com/

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