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La rubrica: tentativi di conciliazione

Questo breve post per dare avvio alla rubrica: ‘tentativi di conciliazione‘.

Immagine a cura di Garra Kat

Immagine a cura di Garra Kat (crediti)

L’idea nasce dal fatto che più volte, accennando al tema della conciliazione famiglia-lavoro, le persone spontaneamente raccontano, talvolta con un pizzico di ironia, aneddoti di vita quotidiana che li raffigurano come funamboli.

La rubrica si pone l’obiettivo di dare spazio alle storie, ai vissuti, alle riflessioni di donne e uomini che, nei diversi e molteplici ruoli ricoperti (genitore, figlio/figlia, sorella/fratello, nipote, …) provano a tenere insieme i pezzi: la famiglia/le famiglie, il lavoro/i lavori, l’impegno politico-sociale, il tempo per sé, ecc.

Crediamo che questi racconti possano:

  • completare ed arricchire la prospettiva organizzativa di cui abbiamo dato conto in alcuni post (infondo le organizzazioni sono fatte di persone in relazione tra loro;-)
  • restituire pluralità e complessità (di aspetti, voci, rappresentazioni, …) al tema.

Pertanto vi invitiamo a raccontare le vostre storie e a lasciare le vostre considerazioni per arricchire il dibattito sul tema, al fine di  raccogliere la voce di chi la conciliazione la sperimenta ogni giorno.

Clicca qui per lasciare, in completo anonimato, le tue considerazioni

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Categorie:Esperienze Punti di vista Tentativi di conciliazione

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Redazione Conciliazione Plurale

Fanno parte della redazione di Conciliazione plurale: Daniela Gatti, Anna Omodei e Laura Papetti.

https://conciliazionefamiglialavoro.wordpress.com/

15 replies

  1. Il mio part-time è stata una scelta obbligata, parliamo degli anni ’80, con un bambino piccolo, il padre impiegato in un’azienda privata, una famiglia di origine su cui poter non puoi contare perché a 900 Km di distanza…ma ero determinata a rendermi autonoma con un lavoro che mi piaceva, ho dovuto rimettermi a studiare per riqualificarmi e non ho mai smesso. Sicuramente facevo più fatica delle altre: il figlio, la casa, raggiungere i luoghi di lavoro e di studio, ritagliarmi del tempo per studiare, reggere il confronto con ragazze libere da impegni familiari è ineguagliabile. Sono arrivata alla conclusione che la politica con le sue leggi (o mancate leggi), non ha mai sostenuto le donne con famiglia perché l’interesse di quella politica (e… ahimè dell’attuale) è scoraggiare le donne ad intraprendere carriere e potere!

  2. Eccomi, niente part-time (chiesto e rifiutato), nessun aiuto esterno (no nonni o parenti vicini).
    Due bambine e un lavoro full time.
    Ecco la mia ‘conciliazione’.

    Provo a farvela capire riportando alcuni post del mio blog.

    Quando ancora uscivo presto perché avevo il permesso allattamento era così:
    http://blogprimaesperienza.blogspot.it/2011/11/oltre-ogni-limite-la-giornata-di-una.html

    Ora?
    Questa è la mia notte ‘tipica’
    http://blogprimaesperienza.blogspot.it/2012/11/unaltra-notte-qualunque.html

    Questa la mia vita
    http://blogprimaesperienza.blogspot.it/2012/01/dr-jekyll-e-mr-hyde.html

    Questa è la mia idea di palestra
    http://blogprimaesperienza.blogspot.it/2013/01/tu-fai-ginnastica.html

    E sono solo qualche esempio…

  3. ciao a tutti! mi piace molto il fatto che abbiate parlato di “persone” che devono conciliare, invitando donne e uomini ad esprimersi… di solito la conciliazione viene vista come un problema tutto femmilie… e in parte si vede anche dalle risposte al vostro invito… di fatto sono le donne che si trovano a dover conciliare, e gli uomini??io penso che molto spesso la famiglia e la nascita di un figlio stravolgano la vita della donna ma lascino tuttosommato immutata quella dell’uomo… probabilmente perchè siamo in italia, perchè la divisione del lavoro domestico è ancora molto molto sbilanciata a carico delle donne, perchè, concordo con Agata, ai politici non interessa affatto sostenere l’occupazione femminile… sembra che le donne-mamme-lavoratrici siano un peso e non una risorsa …nei pochi colloqui di lavoro che ho avuto occasione di fare face to face mi hanno sempre chiesto, senza neanche tanti giri di parole, se avevo figli, di che età, chi me li curava (!)…dite che è stato un caso??Non importa chi sei, che formazione hai, cosa sai fare, ma se hai o meno dei bimbi, anche loro, poveretti, visti solo come un tremendo ostacolo per il lavoro… che poi, secondo me, un po’ di conciliazione farebbe tanto bene anche ai papà che si perdono tanti momenti bellissimi con i loro figli… in un momento di crisi economica non sarebbe bello lavorare meno ma lavorare tutti?

    ciao
    sara

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