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Mamma non mamma

Guardavo Michael Clayton, film recente con George Clooney e altri, parecchi attori: Tilda Swinton ad un certo punto fa un monologo, prova il colloquio di presentazione sua e della sua azienda. Alla domanda: “e come fa a conciliare la vita privata con il lavoro”, fragorosa risata, un po’ satanica della Swinton (che fa la cattiva anche qui come in Narnia).

Tempo fa sono invece incappata in “Ma come fa a far tutto”, con Sarah Jessica Parker, che siamo così abituate a vedere in Sex and the city che non riusciamo ad immaginarla mamma-lavoratrice etc etc. Qui è infatti una mamma che riesce con notevoli difficoltà e spesso sul filo di lana a coniugare vita lavorativa e vita privata.

Da qui volevo partire per una riflessione, ma poi: sono stata “convocata” al cinema da due amiche, Benedetta e Monica, per andare a vedere (proprio di fronte a casa!) “Viaggio sola” di Maria Sole Tognazzi, con Margherita Buy e Stefano Accorsi.

Irene (Margherita Buy) è “l’ospite a sorpresa”, ispettore, controllore, valutatore della qualità degli hotel di lusso, Andrea (Stefano Accorsi) è il suo migliore amico ed ex fidanzato (futuro padre suo malgrado…).
Non c’è una gran trama, belle scene e begli alberghi e una commedia simpatica e rilassante.
Ma ci vedo, per le analisi che stiamo facendo alcune cose che potrebbero interessarci.

Il succo

1. La contrapposizione Irene (che ha scelto di vivere sola o almeno con coscienza di non avere figli) vs Silvia, sorella di Irene (mamma di due bambine, con marito un po’ depresso), due donne molto diverse, la prima plasmata dal suo lavoro di ispettore del lusso, la seconda si permette il lusso di dimenticarsi le cose.
2. Il tema della solidarietà e affettività al femminile: un mito, su cui forse varrebbe la pena di spendere delle parole e che qui mi sembra ben esplicitato e raccontato sui diversi livelli possibili: madre-figlie, sorelle, zie-nipoti, sconosciute che si incontrano in un bagno turco, ex fidanzata-nuova fidanzata.

Alcune scene

Le due sorelle litigano: Silvia vuole comprarsi un vestito un po’ diverso, scollato, provocante, Irene dice che non fa per lei, non è il suo genere. La fa diversa da quella che in realtà è. “Ma come, solo perchè sono mamma non posso cambiare stile e abbigliamento per una volta?”.

A Berlino Irene incontra un’antropologa che in un talk show prova ad incunearsi nei meandri del femminismo e della libertà sessuale, per giungere fino alla pornografia, ai chirurghi estetici. Ci vorrebbe un post solo su questo, per raccontare la teoria dei “chirurghi estetici” che forse fa un po’ il paio con le analisi del “Corpo delle donne”, condotta in questi anni da Lorella Zanardo.

Alla fine (fuori dal cinema)

Tutte, uscendo dal cinema, almeno per un momento, abbiamo pensato che sarebbe proprio bello fare quel lavoro lì, quello dell’ospite a sorpresa negli hotel di lusso (no, non il chirurgo estestico…). E mentre lo pensavo già affiorava un leggero senso di colpa, una lieve nostalgia del passato, un tocco di dietrologia e infine la soddisfazione di vedere la faccia di mia figlia che dal finestrino della macchina mi saluta mostrandomi “Paperina e la palla rossa”.

Non potremmo semplicemente dire che tutto è legittimamente e allo stesso modo parte della vita? Fare e non fare figli, viaggiare e non viaggiare, lavorare e conciliare, conciliare e lavorare (se non sono i figli sono i genitori, i nipoti, le sorelle e i fratelli o anche gli amici e i compagni).
La differenza, oltre che la presenza di una rete di relazioni di vari livelli, la fa la consapevolezza, forse.

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Categorie:Esperienze Punti di vista

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diletta76

Ho iniziato con le ricerche di mercato e i sondaggi d'opinione e ho proseguito con la ricerca sociale. Mondi diversi in cui però ho potuto fino ad ora sempre sperimentare. Questa fase è ancora più ricca, se possibile, di opportunità e novità: vedo il blog Appunti di Lavoro come uno strumento di lavoro importante, che mi consente di confrontarmi con colleghi, di proporre progetti, analisi, punti di vista. In qualche modo di contribuire per una piccola parte alla ricerca, appunto, nella complessità del mondo in cui oggi viviamo.

2 replies

  1. cara Diletta, mi è piaciuto molto il tuo blog anche se per ora ho visto solo una pagina. Mi sono permessa, anche senza chiedertelo, di metterlo sul mio (chiarasalvinineldeliriononeropiu’sola) con tutti i tuoi link ovviamente e anche un po’ di propaganda. Ti ho anche dedicata una canzone che per sarà dei tempi preistorici. L’ho messa mi pare questa mattino verso le 9/9,30 oggi 4 aprile–Se volessi verificare vedrai che sono corretta! ciao stai bene! chiara
    Per caso sei organizzata a mandare la newletter? chiarasalvini2011@Gmail.com
    grazie!

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