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Tutto parla di te, un film che parla di tutti a tutti

Gli altri documentari di Alina Marazzi mi sono sembrati pura poesia, un racconto privato che diventa pubblico, una storia che racconta di altre storie con naturalezza e anche, nonostante il tema, una certa serenità.

Questo docu-film affronta un vero e proprio tabù, ancora oggi. Quel sentimento contrastante, “tra amore e odio” o “tra l’amore e qualcos’altro” che rapisce le neomamme. Uno stato di grazia e di gioia al quale si alterna uno stato di sfinimento e un senso di inadeguatezza dato dall’eccezionalità dell’evento: non è uno scherzo mettere al mondo un figlio.

Quello che la sinossi non dice

Non si fa cenno nelle sinossi al fatto che Pauline (Charlotte Rampling) torna a Torino e frequenta la Casa del Quartiere, centro che accoglie future mamme e neo mamme con gruppi di auto-aiuto, corsi di yoga, corsi preparto, per continuare o avviare una ricerca: non è chiaro l’oggetto della ricerca (la depressione post partum? le esperienze delle neo-mamme?), mentre sembra fin da subito chiaro il perchè di questo luogo e di questa ricerca: un passato difficile segnato da un evento drammatico. Non è solo uno studio dunque, ma un viaggio nella memoria, nelle cose, un viaggio di colori, immagini sfocate, sensazioni, odori. Proprio come Alina Marazzi ci ha abituato a fare.

Cosa fa la differenza, tra una mamma “con una normale depressione post partum” e una mamma in grave rischio?
I grandi assenti in questo film sono i padri, gli uomini, è la possibilità di affrontare le cose insieme. Chi riesce si rivolge all’esterno, ma chi non riesce? Cosa si porta dentro?

A fronte di questa messa a fuoco penso che già il post partum sia difficile, in solitudine sia quasi insormontabile, ma se devi rientrare al lavoro? E se al lavoro non trovi un ambiente che ti supporta? Che cosa può rappresentare in quel momento il rientro? Nei nostri ambienti di lavoro intendo, in generale. Quanto sarebbe diverso se ci fosse una generalizzata consapevolezza e conoscenza del significato del momento.

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Categorie:Esperienze Punti di vista

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diletta76

Ho iniziato con le ricerche di mercato e i sondaggi d'opinione e ho proseguito con la ricerca sociale. Mondi diversi in cui però ho potuto fino ad ora sempre sperimentare. Questa fase è ancora più ricca, se possibile, di opportunità e novità: vedo il blog Appunti di Lavoro come uno strumento di lavoro importante, che mi consente di confrontarmi con colleghi, di proporre progetti, analisi, punti di vista. In qualche modo di contribuire per una piccola parte alla ricerca, appunto, nella complessità del mondo in cui oggi viviamo.

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