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F.A.I. il punto (verde)

A cura di Arianna Pasquali ed Elisa Giuseppin

La cooperativa

La Cooperativa FAI opera sul territorio del Friuli Venezia Giulia e del Veneto Orientale e, in particolare, gestisce importanti servizi nella provincia di Pordenone. Attiva nell’ambito dei servizi socio assistenziali, FAI impiega al suo interno una forza lavoro di 310 soci ed i suoi principali settori di lavoro sono: disabilità, anziani e salute mentale.

L’attenzione alla conciliazione famiglia lavoro

Considerando che i soci hanno un orario di lavoro a turnazione che richiede ampia flessibilità e la metà di questi ha almeno un figlio, la cooperativa FAI ha avviato, con i propri soci lavoratori, azioni a sostegno delle politiche di conciliazione.

FAI, dopo aver realizzato alcune ricerche fra i propri dipendenti sui fabbisogni di genitorialità, ha attivato, nel 2011, lo sportello Fai la cosa giusta: un servizio di accompagnamento alla conciliazione in Cooperativa (decreto 1749/ CULT.FP del 19 maggio 2010) con l’obiettivo di accogliere le esigenze dei soci in relazione al contesto familiare, rapportandole alle necessità di servizio della Cooperativa  (per saperne di più: “Conciliazione e buone prassi: il caso della cooperativa sociale FAI).

Il percorso di condivisione con i soci lavoratori delle azioni di conciliazione all’interno della cooperativa ha permesso di individuare azioni positive mirate a sostenere responsabilità e bisogni familiari.

Le fonti che hanno finanziato i progetti

I progetti sono stati finanziati da un bando regionale. Infatti, la Regione Friuli Venezia Giulia, nella Legge regionale 7 luglio 2006 n. 11 “Interventi regionali a sostegno della famiglia e della genitorialità”, «riconosce e sostiene la famiglia, soggetto sociale e nucleo fondante della comunità, e valorizza i suoi compiti di cura, educazione e tutela dei figli», punta a far partecipare le famiglie nella progettazione degli interventi e dei servizi sociali, «promuove l’associazionismo familiare e le esperienze di auto-organizzazione sociale dei nuclei familiari e li valorizza come soggetto unitario nella fruizione delle prestazioni».

Il successo del bando per il finanziamento dei progetti delle famiglie (articolo 18, c. 3 – legge regionale n. 11/2006), pubblicato a febbraio 2012, ha indicato come sia forte e presente il bisogno di intervenire da parte dei soggetti gestori in aree scoperte, come ad esempio quelle dell’infanzia e della formazione per le famiglie.

Il nuovo progetto: il punto verde aziendale

Nell’ambito di questo bando, FAI ha partecipato e ottenuto il finanziamento presentando un progetto di Punto Verde aziendale dimostrando così come il welfare aziendale possa divenire una buona prassi in cui i soci (familiari e nel contempo soci lavoratori) possano trovare nuove forme di autosostegno e partecipazione nonché condividere gli obiettivi della cooperativa.

Un’indagine esplorativa preliminare aveva evidenziato l’esigenza, soprattutto nei periodi vicini all’inizio e alla fine delle attività scolastiche, scoperti dall’offerta dei servizi territoriali, di supportare i genitori nell’accudimento e gestione dei figli.

In particolare, il Punto Verde aziendale viene attivato in tre momenti dedicati: il periodo natalizio e i mesi di giugno e settembre.

Il 24 dicembre 2012 ha preso avvio la prima parte del progetto che, momentaneamente, si rivolge a 15 bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni ed è ospitato da Casa Colvera: la comunità, in gestione diretta della Cooperativa, ospita tra i 12/14 anziani con buone autonomie e si basa su un modello organizzativo flessibile e sperimentale, che rappresenta una soluzione ottimale e alternativa alla propria abitazione.

L’individuazione di Casa Colvera per il Punto Verde aziendale ha aperto la possibilità ad un nuovo tipo di socializzazione, favorendo l’interazione tra due diverse fasce d’età: anziani e bambini.

Un primo bilancio

Il progetto, pur nella sua dimensione sperimentale, ha evidenziato la complessità di intervenire in attività rivolte ai minori e ha portato la cooperativa a interrogarsi sulla fattibilità del servizio: il Punto Verde ha comunque cercato di rispondere al meglio sia agli aspetti di convivenza con gli ospiti di Casa Colvera, sia alle esigenze educative dei bambini.

Il numero di partecipanti, il coinvolgimento di educatori professionali interni alla cooperativa, delle associazioni sportive e degli amici di Casa Colvera, nonché la collaborazione della vicina Parrocchia hanno comportato un lavoro di organizzazione, anche da parte degli uffici della cooperativa. I risultati progettuali si sono evidenziati nell’ottima riuscita e nella soddisfazione dei genitori, dei bambini e degli anziani coinvolti.

Per concludere

Il Punto Verde offre spunti di riflessione sull’utilizzo multifunzionale delle strutture, sulla capacità di un’impresa sociale di essere responsabile nei confronti dei propri dipendenti e sul valore della rete territoriale di supporto. Come in ogni progetto, dalla fase ideativa alla fase attuativa, sono cambiate molte cose: la flessibilità, la capacità di mettersi in discussione e di trovare soluzioni adeguate a problemi contingenti. Questi cambiamenti in corsa hanno permesso di offrire un servizio dedicato propedeutico alla messa a sistema di politiche di conciliazione aziendali.

Il prossimo appuntamento con il Punto Verde FAI previsto per il mese di giugno migliorerà ulteriormente la capacità di risposta verso i soci anche grazie alle indicazioni fornite dallo staff di lavoro, dai volontari e dalle famiglie coinvolte in questa prima fase.

E adesso spazio al racconto di un’operatrice del Punto Verde FAI…

Punto verde intergenerazionale in Casa Colvera

a cura di Daniela Baldin

Natale 2012

Lunedì 24 dicembre 2012, per molti la vigilia di Natale è stata caratterizzata corse per gli ultimi regali e dall’organizzazione delle feste natalizie con le famiglie, per altri, invece, un normale giorno di lavoro. Per noi, Alessandra, Marta, Sebastian e Daniela è stato l’inizio di una meravigliosa avventura, di una sfida: organizzare un punto verde con 15 bambini in Casa Colvera.

Il primo incontro è stato speciale perché si sono incontrati bambini, di diverse nazionalità, non in una scuola o in un oratorio ma in una vera e propria casa. Tutto era pronto per accoglierli: nel salottino un “tappettone” per sedersi, giochi, libri di fiabe e la navicella di Milo il coniglio.
Milo è un simpatico personaggio/marionetta che ogni giorno ha accompagnato i bambini a conoscere il mondo degli animali e della natura.

Inizia l’avventura

Arrivano i primi bambini, sguardi un po’ assonnati ma incuriositi; pian piano le timidezze lasciano spazio alla voglia di giocare, cantare ed ascoltare una fiaba.
Milo il coniglio racconta i suoi viaggi in altri paesi e gli incontri con animali sempre diversi, proprio come siamo tutti noi: alcuni vivaci, altri riservati, altri invece chiacchieroni, ognuno con una ricchezza da condividere.

E Milo inizia a raccontare

‘’ … ora che le presentazioni sono state fatte, che ne dite se ci lanciamo nel mondo della fantasia? Proviamo a realizzare il ritratto del vostro animale preferito! E se invece di usare un foglio di carta e dei pennarelli usassimo la stoffa come carta e ogni tipo di materiale come colore?

I più grandi hanno aiutato i più piccoli in una esplosione di creatività contagiosa. Tutti gli animali sono stati usati per creare un gioco dell’oca, a volte difficile e a volte sorprendente. I bambini hanno pensato a tutto: regole del gioco, pedine, la formazione delle squadre. Hanno immaginato tappi come occhi, stoffe come code, lana come baffi, bottoni come corpo, infinite possibilità di creare assieme.. Un’ottima idea per giocare tutti assieme l’ultimo giorno alla festa finale.

Tutti insieme

Lena Maman, la coordinatrice di Casa Colvera ha coinvolto il personale creando un clima gioioso e rispettando i ritmi e la vita degli ospiti nei momenti di vita comune: il servizio mensa, le merende, i giochi e i racconti con gli anziani.
I volontari dell’Associazione Amici di Casa Colvera hanno contribuito giocando, collaborando ai laboratori e organizzando un servizio pedibus verso l’oratorio. Una  possibilità per i piccoli di relazionarsi con il mondo dei grandi, per chiedere un consiglio o un aiuto.
In particolare la signora Tiberia ha coinvolto alcuni anziani nella lettura delle fiabe, ha risposto alle domande più strane fatte dai bambini, raccontato storie e sorprendenti curiosità sugli animali. Inoltre, con l’aiuto di un’altra volontaria, ha coinvolto i bambini nella creazione di simpatici dolcetti a forma di topolino.
Anche grazie al personale della Casa e al cuoco tutto si è trasformato in un divertimento: i bambini sono diventati dei veri e propri camerieri!

Le attività e i giochi

La vera energia dei bambini è esplosa grazie a uno spazio grande in cui potersi divertire in giochi ed attività di movimento.
Don Angelo, parroco della Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù, ha voluto partecipare al progetto offrendo la disponibilità di alcune stanze dell’oratorio.
Il punto verde ha dato la possibilità ai più piccoli, attraverso il disegno, di avvicinarsi ad attività didattiche specifiche per la loro età, mentre i più grandi, con la supervisione dell’educatore, hanno potuto svolgere i compiti assegnati per le vacanze.
Gianni Maman, maestro judoka, ha accompagnato i bambini a vivere con il corpo alcune figure di judo: la tartaruga, il granchio, il pesciolino, la stella marina e il coccodrillo. Un’esperienza entusiasmante e divertente.

Un’esperienza da ripetere

Gli ospiti della Casa hanno vissuto per otto giorni un’esperienza nuova; la vitalità e l’energia dei bambini hanno portato un clima diverso, forse a volte rumoroso ma sempre e comunque pieno di gioia.
L’espressione nel viso cambia quando un bimbo si avvicina ad un nonno per chiedere qualcosa o semplicemente per condividere un sorriso.
Un progetto questo, che è stato possibile anche grazie alle molte persone della cooperativa FAI che hanno lavorato dietro le quinte: Jessica, Michela, Arianna, Elisa e Andrea.

Arrivederci a giugno!

Per approfondire:

Omodei A., Papetti L., Conciliazione e buone prassi: il caso della cooperativa sociale F.A.I., Conciliazione Plurale, 22 luglio 2012

Fai la cosa giusta, il blog della Cooperativa sociale F.A.I.

Le autrici

*Arianna Pasquali, Responsabile Area Progettazione coop sociale FAI, si occupa di progettazione, coordinando équipe di lavoro specializzate per aree di competenza e collaborando in rete con altri soggetti sia istituzionali che del privato sociale nella realizzazione di azioni sperimentali ed innovative in ambito socio assistenziale ed educativo.

*Elisa Giuseppin, Referente Politiche conciliazione e progetti Family Friendly coop sociale FAI, coordina le azioni e iniziative dedicate alla conciliazione dei tempi lavoro-tempi famiglia, è referente dello sportello family friendly rivolto ai soci della cooperativa, dello sportello Informadonna del Comune di Casarsa della Delizia. Si occupa di comunicazione; in veste di blogger aggiorna http://failacosagiustafai.blogspot.it e http://informadonnacasarsa.blogspot.it.

* Daniela Baldin, animatrice FAI in strutture per anziani e danzaterapeuta, si occupa di animazione in comunità alloggio per persone anziane, è coordinatrice del progetto FAI il Punto, un punto verde aziendale basato sull’intergenerazionalità.

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Categorie:Esperienze

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Redazione Conciliazione Plurale

Fanno parte della redazione di Conciliazione plurale: Daniela Gatti, Anna Omodei e Laura Papetti.

https://conciliazionefamiglialavoro.wordpress.com/

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