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Di cosa si parla quando si parla di conciliazione

Sono alcuni mesi che leggo blog e quindi post di mamme che conciliano, almeno ci provano. C’è qualcosa che mi fa essere molto vicina, qualcosa che invece mi allontana. In questa altalena emotiva provo a fare un’analisi che riconduce la mia lettura ad un oggetto di ricerca.

La rete è un luogo vitale: le mamme raccontano molto di frequente la loro nuova vita con i piccoli utilizzando blog di ogni genere. Se ne trovano infatti moltissimi e la maggior parte sono di donne-mamme che dopo la maternità hanno cominciato a raccontare i propri percorsi di vita, di lavoro, le avventure quotidiane con i bimbi, conciliando i tanti impegni insieme all’organizzazione della giornata di tutta la famiglia.

Accanto ai cosiddetti blog “personali”, si trovano blog professionali o di categoria: in particolare le donne manager delle PMI intervengono sul tema della conciliazione. Il loro punto di vista è interessante anche perché piuttosto inedito: le donne devono poter fare i figli senza perdere la possibilità di fare carriera. Siamo d’accordo. Ma la carriera è l’obiettivo da raggiungere e ‘fare figli’ l’ostacolo? In questo senso le aziende dovrebbero favorire entrambe le cose, cioè i figli e la carriera per le donne, ma forse non approfondiscono mai abbastanza i perché. Perché ne vale la pena? Non è solo una questione di sacrosanti diritti. I temi sono tanti e diversi, ma uno in particolare mi colpisce sempre: la produttività delle mamme cresce a dismisura nel giro di poco. Non è per nulla vero che cala, cresce. Perché le mamme imparano velocemente a fare tante cose tutte insieme, tante cose in poco tempo, aumentano la propria capacità organizzativa. Acquisiscono rapidamente nuove competenze. E potremmo continuare.

I blog delle neomamme in maternità, sia che stiano pensando al rientro al lavoro o che si trovino in altri momenti della loro vita, raccontano di solitudine, imbarazzo, sensi di colpa, fatica, stress e burn out. Anche di mobbing, di isolamenti. Ma anche di energia, potenzialità, capacità di riflessione e autoanalisi.

A leggere le esperienze delle donne – mamme italiane bisogna arrivare in fondo ai post per trovare buone ragioni per fare figli. “I figli ripagano di tutto”, e su questo ancora qualcuno fa affidamento per non gestire la questione. Fiduciosi che la donna-mamma-lavoratrice per un anno non si accorgerà di null’altro se non del proprio figlio. Sotto traccia il senso di colpa e di inadeguatezza per obiettivi che solo le donne sanno darsi, spinte da un mondo maschile (non necessariamente fatto da uomini) legato all’idea di efficacia ed efficienza: riuscire a fare tutto, contemporaneamente, benissimo.

Sono sempre (o quasi) donne che parlano di conciliazione: ma in realtà ormai sappiamo che la questione è quasi più maschile che femminile, almeno in Italia.

In Europa la questione ha raggiunto una dimensione familiare se non comunitaria: penso all’esperienza, ormai consolidata, delle Tagesmutter, ma anche all’avvicinamento fatto tra scuola-servizi-lavoro per ricomporre la vita della famiglia, invece che frammentarla e renderla sempre più difficile. Infine alle priorità date dall’Unione Europea.

Il tema della conciliazione è ancora qualcosa di troppo PRIVATO, che riguarda le donne (e le loro famiglie), le aziende (quelle illuminate) e pochissimo altro.

Rilancio qui un’iniziativa che sta girando nel web e sta coinvolgendo molte donne e molti blog di mamme. http://www.tuttoparladite.it/webdoc/ è un esperimento, un webdoc che raccoglie le storie delle donne per farne una narrazione. Alina Marazzi è regista apprezzata che ha sempre affrontato sentimenti contrastanti nella vita della famiglia e, nel suo ultimo film, nel rapporto madre-figlio (www.tuttoparladite.it). Supervisiona il webdoc “Tutto parla di voi, un progetto in rete sulla maternità” i cui ideatori sono Ornella Costanzo e Fabrizio Giardina Papa.

Un esperimento al quale è ancora possibile partecipare.

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Categorie:Esperienze Punti di vista

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diletta76

Ho iniziato con le ricerche di mercato e i sondaggi d'opinione e ho proseguito con la ricerca sociale. Mondi diversi in cui però ho potuto fino ad ora sempre sperimentare. Questa fase è ancora più ricca, se possibile, di opportunità e novità: vedo il blog Appunti di Lavoro come uno strumento di lavoro importante, che mi consente di confrontarmi con colleghi, di proporre progetti, analisi, punti di vista. In qualche modo di contribuire per una piccola parte alla ricerca, appunto, nella complessità del mondo in cui oggi viviamo.

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